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LE STORIE: NUOVA COLLANA MONOGRAFICA PER LA SERGIO BONELLI EDITORE E ALTRE NEWS!

Foto di gruppo per la famiglia di eroi editi dalla
Sergio Bonelli Editore

Negli uffici della Sergio Bonelli Editore ferve come sempre l'attività creativa e nuove, interessantissime, novità sono in fase di produzione o pre-produzione (a dimostrazione di un rinascimento Bonelli di cui vi parlavo, solo pochi mesi fa, QUI).

La notizia più eclatante è quella relativa alla messa in lavorazione di una nuova collana monografica il cui titolo, probabilmente provvisorio, è Le Storie. Negli intenti di Mauro Marcheselli, direttore editoriale della casa editrice milanese e ideatore del progetto, Le Storie sarà una collana caratterizzata da storie autonclusive ambientate in contesti narrativi sempre diversi e non collegati tra di essi. La collana, dunque, avrà una struttura che ricorderà la classica e indimenticata Un uomo, Un'avventura, pur conservando, a quanto pare, il formato classico "a quaderno" delle pubblicazioni edite dalla Bonelli (una formula che sembra essere, in poche parole, simile a quella dei Romanzi a Fumetti Bonelli, ma che differirà da questa per periodicità - mensile - e numero di pagine - si parla di volumi da 130 pagine).



Altra caratteristica della collana è che le storie pubblicate sotto la sua testata avranno una struttura della tavola  meno rigida di quella classica bonelliana, per consentire agli autori coinvolti una maggiore libertà. Per quanto riguarda gli autori al lavoro sulla serie si fanno i nomi di Roberto Recchioni (l'autore romano avrebbe in fase di produzione più di un volume, uno dei quali sarà illustrato da Andrea Accardi - alcune vignette e tavole sono state presentate in anteprima sul Blog di Recchioni nei mesi scorsi), Diego Cajelli e Paola Barbato.

uno dei personaggi della miniserie
scritta da Roberto Recchioni.
Illustrazione di Emiliano Mammucari

Sempre Roberto Recchioni è al lavoro, da oltre un anno ormai, su una miniserie di fantascienza bellica il cui nome di lavorazione (stando a informazioni che confesso essere vecchie e che, quindi, potrebbero rivelarsi obsolete) dovrebbe essere gli orfani. La miniserie sarà, per scelte narrative, linguistiche e grafiche, decisamente innovativa (almeno rispetto alla classica produzione dell'editore milanese): ogni numero sarà suddiviso in due differenti momenti temporali concentrandosi su momenti diversi della vita di un personaggio (una struttura che ricorda Full Metal Jacket di Stanley Kubrik), e sarà interamente a colori. Nello staff dei disegnatori si segnalano Emiliano Mammucari (co-creatore della serie), Giorgio Santucci, Gigi Cavenago, Davide Gianfelice, Alessandro Bignamini, Massimo Dall'Oglio, Werther Dell'Edera e Massimo Carnevale.

prova di colore su una tavola di
Emiliano Mammucari

Pur proseguendo la lavorazione e lo sviluppo delle miniserie, ciò che sembra essere tornato prepotentemente di "moda" in redazione alla Bonelli sono le serie regolari. Se di Dragonero vi ho già parlato (QUI, QUI e QUI) e già si parla da tempo di une serie misteriosa (forse un western moderno) affidata a Bruno Enna, la notizia più eclatante è quella relativa alla preprodiuzione di una nuova serie di Gianfranco Manfredi (che dovrebbe vedere la luce tra non prima di due anni, una volta terminata Shangai Devil).

9 commenti:

Pangio ha detto...

Che belle notizie.
Eppure fino a ieri su internet leggevo cose tipo "Bonelli è poco innnovativo, non ama osare, è legato al passato ecc"
Ciò mi fa pensare che quando la critica fumettistica (come quella tout court) si convince di una cosa non vede più la realtà.
E, a mio parere, la realtà è che la Bonelli , sia pure con lentezza (che però sta diminuendo col tempo), ha sempre creato qualche cosa di nuovo e a modo suo ha sempre sperimentato.
Basta pensare alla "scoperta" di generi come l'horror,la fantascienza e ora il fantasy o ai numeri speciali annuali, vere e propri versioni italiane degli annuals USA, alle miniserie e così via dicendo.
Dalle notizie che sento in giro (nuove serie regolari, serie mensile a colori, il mensile antologico citato nell'articolo ecc ) mi pare che la Bonelli sia bella vispa e faccia da traino agli altri editori.
Saluti
PS preciso che non sono un superfan dei fumetti Bonelli, ma un semplice lettore piuttosto discontinuo delle sue pubblicazioni.
Tuttavia ho occhi e orecchie che ancora funzionano e pur considerando la critica utile mi riservo il diritto di dissentire da essa se lo ritengo giusto.

Pangio ha detto...

Rileggendomi mi rendo conto di essere stato troppo radicale, infatti per onestà intellettuale devo dire che in alcuni casi le opinioni riportate all'inzio sulla Bonelli provengono da parte della critica e in altri casi dai lettori che frequentano forum in cui si discetta di fumetto da mattina a sera.
Giusto per essere esatti e imparziali.
Saluti

Comix Factory ha detto...

questo è quello che scrivevo a metà gennaio: "Negli ultimi tempi la Sergio Bonelli Editore ha cambiato distributore da edicola, si è affidata ad un distributore per le fumetterie (Pan Distribuzione), ha affidato il licensing per la rappresentanza all'estero dei suoi prodotti alla Panini Comics, messo in cantiere due serie regolari (non miniserie), "scoperto" il colore (con i color fest, ma anche con una delle future miniserie che dovrebbe essere interamente a colori) e attivato una serie di collane spin-off per i suoi personaggi più famosi e popolari. Moltissimo per un editore spesso accusato di essere immobile e fermo sulle sue scelte editoriali. In realtà, e questa è cosa nota, i colossi fanno molta fatica a muoversi, ma quando cominciano a farlo niente li può arrestare. Il processo di rinnovamento della casa editrice di via Buonarroti non è iniziato adesso, è già da tempo, infatti, che si avverte un fermento fatto di piccoli e grandi cambiamenti, come il debutto delle miniserie o dei romanzi o l'ingresso nello staff organizzativo di Davide Bonelli (figlio di Sergio, entrato nella casa editrice di famiglia nel ruolo di responsabile dell'ufficio Marketing) o il passaggio di Mauro Marcheselli dal ruolo di curatore di Dylan Dog a quello di Direttore Editoriale della casa editrice milanese. Sembra proprio che la Bonelli si stia svecchiando e adattando al mercato del fumetto odierno, siamo certi che nel 2011 la casa editrice di Tex e Zagor coprirà un ruolo da protagonista anche in fumetteria."

Pangio ha detto...

Complimenti sinceri per la tua approfondita, dettagliata e fondatissima disamina che a suo tempo non avevo letto.
Per questo ho voluto fare la precisazione contenuta nel secondo intervento; per non dare l'impressione di essere contro tutta la critica e l'informazione sui fumetti.
Fortunatemente esiste una critica e una informazione fumettistica di grande qualità.
E per tornare in argomento pur non essendo, lo ripeto, un Bonelli-zombie, io questa casa editrice me le tengo bella stretta.
Un' ulteriore ragione che mi spinge ad apprezzarla è che (e questo è riconosciuto unanimamente)la Bonelli tratta bene i suoi collaboratori.
Saluti

MarPlace ha detto...

di norma chi accusa la Bonelli di immobilismo o altre menate simili avrà letto si e no qualche Dylan Dog in vita sua, nulla più.
E' gente a cui piace pontificare su una realtà che conoscono solo per sentito dire, contenti loro...

Anonimo ha detto...

Bellissime notizie, approvo molto l'operato di Bonelli e ne sono un lettore, anche se non accanito fan, ma per me chi invece, come i commenti sopra, esalta le straordinarie capacità di aggiornamento della casa editrice milanese e ne sottolinea l'"apertura" a generi/idee diversi da quelli proposti negli ultimi 60 anni non ha capito proprio nulla. Bonelli è Bonelli, non è indietro nè avanti sul mercato, è uno standard a parte. E non venitemi a dire che ha "scoperto" l'horror o il fantasy, ma per favore.

Anonimo ha detto...

Ma siete sicuri di questa notizia della miniserie di storie autoconclusive? Da chi viene la notizia? Io sul sito Bonelli non ho trovato nulla.

Luigi ha detto...

@anonimo: La notizia della collana di storie autoconclusive è stata confermata da Cajelli e Recchioni nei loro blog.

gio'11 ha detto...

Bonelli "innovativo" se si guarda al mercato italiano: prendendo il fumetto americano o orientale il giudizio cambia di molto. Del resto una montagna come Bonelli non può permettersi passi falsi o improvvisazioni; lo capisco.
Bonelli ha finalmente scoperto il manga: non parlo solo di retini o di layout di tavola al vivo, ma di storie a termine. Una cosa bella non può durare all'infinito: induce alla cristallizzazione, all'inaridimento delle idee.

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