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DAN DI DIO: ECCO PERCHE' LA DC HA DECISO DI RILANCIARE IL SUO UNIVERSO NARRATIVO




"La verità è che la gente sta lasciando 
[i fumetti di supereroi],
lo stanno facendo con calma, 

e noi stiamo correndo ai ripari alzando i prezzi.
Ciò che non vogliamo è svegliarci 

all'improvviso solo per scoprire che 
diecimila persone comprano i pochi
 albetti rimasti a 20,00 $ l'uno"

Dan Di Dio - DC Comics Co-Publisher
Nel momento in cui la DC Comics ha annunciato il totale e radicale rilancio della sua intera divisione supereroistica in molti hanno azzardato ipotesi sulle motivazioni che hanno spinto i vertici della casa editrice di recente trasferitasi a Burbank a compiere questa scelta, ma nessuno aveva avuto il coraggio di parlare con franchezza e senza mezzi termini così come ha fatto Dan Di Dio.

Senza mezze misure, giri di parole e soprattutto senza nascondersi dietro un dito, l'attuale Co-Publisher (ruolo che divide con Jim Lee) della DC Comics, nel corso di una intervista rilasciata al sito internet del Los Angeles Times, ha confermato che quella del DC Relaunch è una mossa disperata per destare l'attenzione dei (potenziali) lettori d'oltreoceano, scuoterli e (ri)portarli all'acquisto e alla lettura dei comic book. Il segreto di pulcinella? Forse, ma nessuno fino a ora aveva esplicitamente parlato di questa crisi (di lettori, ma a parere del sottoscritto soprattutto di idee) che attanaglia. il mondo dei comics a stelle e strisce (in fin dei conti la politica del rilancio netto e totale è solo la brusca risposta alla politica dei rilanci che da un paio di anni sta tentando la Marvel, chiudendo e facendo ripartire una dopo l'altra tutte le sue testate - insomma uno ha optato per una morte lenta, l'altra per "una di subito" - perdonatemi il termine dialettale).




Dan Di Dio e Jim Lee, co-publishers della DC Comics
(c) Mariah Tauger / Los Angeles Times
"Negli ultimi tre anni" - ha aggiunto Di Dio - "i  fumetti hanno costantemente perso lettori. Le teorie riguardanti questa emorragia di lettori sono molte e molto disparate. C'è chi incolpa le trame troppo intricate, oppure c'è chi crede che la causa vada ricercata nello sfruttamento commerciale della morte di alcuni personaggi fondamentali che tornano solo pochi mesi dopo dalla loro dipartita. Ma la verità è un'altra: i ragazzi di oggi sono molto più interessati a trascorrere il loro tempo libero con forme di intrattenimento digitale come YouTube, la XBox o Twitter".

La nuova strategia editoriale della DC dunque si basa su una ricetta molto semplice, suddivisa in vari step.

1. recuperare il divario generazionale pubblicando contemporaneamente i propri fumetti rendendoli immediatamente disponibili su carta e su piattaforma digitale (che dovrebbe essere più gradita e apprezzata dalle nuove generazioni di lettori);
2. fornire storie più semplici e lineari, ripulendo contestualmente il background da troppi anni di continuity e da particolarità che li rendevano un po' troppo datati. Nel fare ciò le origini degli eroi saranno aggiornate e in alcuni casi completamente rinnovate (l'emblema di questa "rivoluzione" sarà Superman, per l'uomo d'acciaio si è scelta la formula del rinnovamento radicale: il personaggio sarà svecchiato - diventerà un ventenne - e il suo matrimonio con Lois Lane - celebrato circa 15 anni fa - sarà cancellato con un colpo di spugna, sarà invece rinverdita la love story con la bella giornalista. la vecchia calzamaglia, completa di mutandoni indossati sopra di essa, andrà in soffitta per far posto ad un paio di blue jeans);
3. Nonostante il recente flop della pellicola dedicata a Lanterna Verde, con due pellicole in arrivo dedicate a Batman e Superman, il campo dell'entertainment video resta cruciale per gli sviluppi futuri della casa editrice; a tal scopo l'esistenza di una divisione dei comics è considerata strategica per lo sviluppo di tante nuove idee (che possono essere sfruttate cinematograficamente).

Nel corso dell'intervista, inoltre, il giornalista del L.A.Times spiega che uno degli aspetti più rilevanti della crisi è la netta diminuzione dei punti vendita di fumetti negli USA, passati dai 9000 degli anni '90 ai 2000 di oggi. (Una moria di cui ci si sarebbe dovuti accorgersene prima e preoccuparsene anni fa, a mio parere, così come gli editori nostrani dovrebbero accorgersi - ed escogitare qualche soluzione - della crisi e delle difficoltà che incontrano le fumetterie - e le edicole - nostrane prima che i fumetti e i venditori di  fumetti siano esposti nei negozi modernariato). A tal proposito Jim Lee ha dichiarato che lo scopo principale di questo rilancio resta quello di portare lettori nei comic shops e magari - stando alle parole di Marv Wolfman - consentire a qualche ragazzino di vedere e sfogliare un fumetto, un oggetto sconosciuto e "nuovo" per molti di essi.

Sarà questa la strategia giusta? Sinceramente non saprei rispondere. Marvel e DC negli ultimi anni hanno anteposto l'evento commerciale, la trovata o il gadget alla qualità e soprattutto ai contenuti delle storie. Spesso  si sono riciclate vecchie idee senza preder troppo tempo a spolverarle e a camuffarle per farle sembrare nuove (mi viene a mente la relazione sentimentale tra Spider-Man e Black Cat, riproposta in maniera uguale a come fu proposta originariamente da Bill Mantlo e Al Milgrom - avessi detto due geni! - negli anni '90). Quello che i comics di oggi, realizzati professionalmente molto meglio di quelli del passato, non riescono a fare è sorprendere il lettore. Prendete ad esempio il rilancio di Superman di cui parlavo poco fa, ha senso secondo voi cancellare le caratteristiche dell'uomo d'acciaio ma lasciare (quasi) intatta la sua storia d'amore (amore e odio, con tanto di attrazione, dualismo e rivalità) tra lui e Lois? Se così fosse, in fin dei conti, che senso avrebbe  rilanciare il personaggio se non per condurlo su strade narrative totalmente nuove e inesplorate? Ai posteri (e ai dati di vendita) l'ardua sentenza...

6 commenti:

Pangio ha detto...

Mi viene il dubbio che i lettori statunitensi stiamo lentamente abbandonando i comics di super eroi perchè questo è nell'ordine naturale delle cose.
Dove sta scritto che i super eroi a fumetti devono piacere in eterno ? Può essere che dopo 50 o 70 anni tutto sia stato detto, scritto e disegnato per cui non c' è più nulla che possa ridestare l'attenzione dei lettori.
Forse il paragone che sto per fare non ci azzecca niente, ma forse si.
Negli anni 70/80 i fotoromanzi in Italia riscuotevano un successo clamoroso e c'era una casa editrice la Lancio (che poi diede vita a Lanciostory e Skorpio) che vendeva milioni e milioni di copie con decine di testate e impiego di mezzi rilevanti. Gli attori e le attrici dei fotoromanzi avevano una popolarità superiore ai divi americani, pensa a Franco Gasparri. Venivano girati film che avevano come protagonisti tutti gli attori lancio compresi i caratteristi. C'erano trasmissioni televisive che li ospitavano come fossero dei divi di livello mondiale.
Insomma i fotoromanzi (lancio) divennero come si dice un fenomeno di massa.
Ebbene, oggi in Italia i fotoromanzi si sono ridotti ad un prodotto di nicchia, la Lancio esiste ancora ma ha pochissime testate, un ristretto numero di appassionati i suoi attori sono praticamente sconosciuti e in giro non se ne sente quasi più parlare (ad ese tra i giovani).
Anche le edicole, prima pullulanti di pubblicazioni di questo genere, ora non le espongono quasi più.
Secondo la mia opinione i comics di super eroi in USA hanno seguito una parabola simile, enorme successo per decenni e poi pian piano una lunga discesa.
Le cause sono tante e note, inutile elencarle.
Concludo dicendo che forse occorre accettare questo declino anche se mi rendo conto che per la DC e la Marvel il tramonto dei super eroi significa il tracollo finanziario.
Saluti

Comix Factory ha detto...

Concordo con te, forse il ciclo dei fumetti di super-eroi ha fatto il suo tempo. Ma a differenza dei fotoromanzi che sono (erano) esclusivamente sentimentali, differenza secondo me fondamentale, i super-eroi sono un "macro-genere" all'interno del quale c'è tutto; azione, avventura, suspence, sentimento, horror, fantascienza ecc... sono tutti ingredienti sempre attuali in grado di piacere a tutti, bisogna solo ben amalgamarli. Negli ultimi anni, secondo me, Marvel e DC non ci stanno riuscendo e ne stanno pagando il prezzo.

illustrAutori ha detto...

in realtà un certo alan moore (se non ricordo male, ma potrebbe essere anche scott mccloud... anche se sono quasi sicuro) disse proprio che i fotoromanzi potrebbero raccontare anche storie splendide, se non fossero stati usati quasi sempre solo per dozzinali storie sentimentaloidi... "chi vivrà, vedrà" (per citare wojtyla, e con questa chiudiamo)

Comix Factory ha detto...

@illustrautori: devo rispondere alla tua mail!

Pangio ha detto...

Il fatto di avere una sorella a cui piaceva leggere fotoromanzi e la circostanza che da ragazzo, avendo più tempo di oggi, leggevo praticamente di tutto, mi permette di dire che nei tempi d'oro i fotoromanzi in Italia non erano affatto monotoni.
Certo al loro centro vi era l'immancabile storia di amore, ma mescolata con le tematiche che hai elencato per i comics USA avventura, suspance, giallo, horror ecc ecc
Faccio solo un esempio: la Lancio per molti anni pubblicò una testata che narrava le avventure di una agenzia investigativa ( dovrebbe trattarsi di "Jaques Douglas"), in cui le vicende gialle e mistery si intrecciavano con varie storie di amore. E non mancavano momenti di humor.
Questa precisazione mi induce a dire che il paragone tra fotoromanzi e comics USA non mi sembra affatto azzardato, a ben pensarci.
Aggiungo che come i fotoromanzi, che pure presentavano una varietà considerevole di tematiche e atmosfere , dopo un lungo periodo di enorme successo, imboccarono il viale del tramonto, così potrebbe star accadendo per i fumetti di super eroi.
Insomma, la crisi del comics USA che viene presentata da tutti ocme un fatto patologico potrebbe essere un fatto fisiologico.
Riallacciandomi al mio precedente intervento chiedo: dove è scritto che i comics di super eroi debbono piacere per sempre ? Non può essere accaduto che il gusto della massa del pubblico lentamente ma inesorabilmente nel corso dei decenni sia cambiato ?
In tal caso, hai voglia di restyling o rebot o morti varie, nulla potrebbe invertire il processo.
Saluti

Samuel Demattè ha detto...

Io ho letto fumetti USA per anni, poi mi son rotto: morti che dopo 2 mesi son vivi, pochissimi sentimenti (nessuno piange i morti...forse oerchè torneranno tra poco), continui cross-over, storie che, per quanto belle, erano comunque di sole 22/24 paginette al mese, NESSUN PERSONAGGIO INTERESSANTE, DI VERO E DURATURO SUCCESSO NEGLI ULTIMI 15 ANNI!

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